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Rinoplastica: la Tecnica LetDown

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È arrivato il momento! Oggi vorrei parlarvi di una super novità che nel prossimo futuro diventerà di primaria importanza nella rinoplastica:

LA TECNICA “LETDOWN” o “PUSHDOWN”

Nonostante sia stata descritta dal Dott. Barelli nel 1975 è stata poi abbandonata poiché ai tempi era di difficile controllo, ma grazie ad una miglior comprensione dell’anatomia oggi sta tornando in auge.

Ormai è da Settembre 2016 che la effettuo ed è una piccola conquista personale in quanto al mondo sono ancora pochi i chirurghi che la eseguono. Non può essere effettuata in tutti i casi, ma in un buon 40% di essi.

Al giorno d’oggi, come sicuramente saprete, le tecniche open e close fanno da padrona. Purtroppo ognuna di queste ha luci ed ombre.

Nel 2013 rimasi molto colpito da un articolo del Prof. Pietro Palma (un bravissimo collega di fama internazionale), intitolato “LA RINOPLASTICA IBRIDA: AL DI LÀ DELLA DICOTOMIA DELLE TECNICHE DI RINOPLASTICA”.

Per me fu illuminante poiché mi fece capire che non doveva essere il paziente ad adattarsi alla mia tecnica, ma dovevo esser io a dovermi adattare al paziente; dovevo modulare la tecnica in base al caso clinico. Usare la tecnica giusta per quel paziente e non la stessa tecnica per tutti.

E questo è proprio il bello della rinoplastica, ogni naso è davvero unico e speciale. Nessuno è uguale all’altro.

Oggi posso pertanto offrire una varietà di tecniche su misura per il paziente.

La tecnica open (che uso nel 15-20% dei miei casi) ha avuto un gran successo grazie allo spazio operativo e alla possibilità di ricostruire l’anatomia, ma anche essa ha dei limiti.

La tecnica chiusa (nel 60% dei miei casi) permette recuperi molto più rapidi, ma rende la ricostruzione più difficoltosa per il chirurgo. Nonostante ciò oggi posso ricostruire l’anatomia anche in tecnica chiusa.

La Tecnica LetDown fonde i vantaggi dell’una e dell’altra tecnica ed è quindi assolutamente in linea con le nuove filosofie di intervento al naso poiché rispetta questi parametri:

– MINI INVASIVITÀ
– RISPARMIO DELLE STRUTTURE NOBILI DEL NASO (vasi e legamenti)
– RISPETTO DELL’ANATOMIA
– RISULTATI NATURALI

IMG_0675Tecnica PushdownSpesso quando parliamo di rinoplastica la prima cosa che si pensa è quella di asportare la gobbetta, mentre in questa tecnica non viene asportata nessuna gobba. Il dorso osseo-cartilagineo viene totalmente preservato e invece di essere portato via viene semplicemente incassato in profondità.

Pertanto il dorso del paziente rimane anatomicamente integro senza alcuna imperfezione.

Per spiegarlo in modo più semplice voglio farvi un esempio: immaginatevi un palazzo alto 100 metri che voglio abbassare a 70 metri.
Posso farlo in due modi:

– togliere i piani più alti fino a raggiungere l’altezza di 70 metri (che corrisponderebbe alla gobbetta)

OPPURE

-togliere i piani più bassi e farlo collassare in basso (ossia incassare la gobba con la tecnica LetDown).

In entrambi i casi si otterrebbe la riduzione della sua altezza fino ad arrivare a 70 metri.

Spero di avervi fatto capire la differenza.

In una rinoplastica classica viene tagliatala gobbetta e il chirurgo deve ricostruire il dorso mediante innesti o lembi cartilaginei.

Nella tecnica Let Down invece il dorso risulta essere lo stesso e quindi l’anatomia è perfettamente conservata pertanto il risultato è davvero strabiliante.

Nel video allegato sarà possibile comprendere meglio ciò che a parole è difficile spiegare.

Ringrazio affettuosamente e di cuore il mio collega, amico fraterno Dott. Baris Cakir che mi ha trasmesso questa nuova filosofia operativa.

 

Dr Valerio Finocchi